San Giovanni in Galilea

La storia

Il toponimo "San Giovanni in Galilea" viene menzionato per la prima volta in due pergamene ravennati incluse nel Codice Bavaro (tra il 750 ed il 980). La storia medievale di questo antico borgo, che fu anche comune, sembra strettamente legata alle controversie belliche e sociali alle quali esso fu soggetto nella lotta per il potere e negli sporadici scontri armati tra la Chiesa, i Montefeltro di Urbino e i Malatesta di Rimini.
Dal 1231 San Giovanni fa parte della Signoria del Comune di Rimini per poi tornare alla fine dello stesso secolo sotto i Malatesta, che lo reggono, con alterne vicende, sino al 1463, quando viene conquistato da Federico II da Montefeltro; quest'ultimo lo affida poi a Papa Pio II che a sua volta lo consegna a Carlo Malatesta del ramo di Sogliano, la famiglia che per lungo tempo detiene il possesso del paese. Nel 1658, alla morte dell'ultimo reggente, il Conte Lodovico Malatesta, la Santa Sede vi costituisce un governatorato.
Entrata già in epoca napoleonica nell'orbita sociale e politica di Borghi, il 16 luglio 1816 l'antico comune di San Giovanni in Galilea diviene una frazione del vicino comune, per determinazione del Pontefice Pio VII.
In seguito alla caduta della Repubblica romana, lo ritroviamo come uno dei punti di passaggio e sosta di Giuseppe Garibaldi (1° agosto 1849) durante la sua celebre trafila, di cui oggi un solenne cippo ne conserva memoria in loco.
Un fatale ultimo atto della storia di San Giovanni si svolge dal 24 al 30 settembre 1944, quando dal suo territorio passa la Linea Gotica: il generale Alexander dalla parte degli alleati e Kesserling da quella dei tedeschi si fronteggiano nel tratto della cosiddetta "linea gialla", prima della definitiva liberazione avvenuta il 1° di ottobre.

Sagre e manifestazioni a San Giovanni in Galilea

 

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