Un ricordo di Giovanni Pascoli

Giovanni-Pascoli

Salendo le scale che conducono al primo piano, sulla parete si può leggere un breve testo estratto dal più antico registro dei visitatori del Museo, l’Album delle persone per dignità, scienza ed altro ragguardevoli:

 “Più bello il fiore cui la notte estiva
lascia una stilla dove il sol si frange
più bello il bacio che d’un raggio avviva
occhio che piange!”.

Sono versi che Giovanni Pascoli dedicò al Museo e che trasse dal Pianto nel gruppo dei Pensieri nelle Myricae del 1891. Il poeta fu infatti ospite di Don Renzi per tre giorni dal 10 maggio 1895 e aggiunse una toccante riflessione:

 “Io sono venuto quassù, in questo asilo di pace, in un’ora così gioconda della mia vita che non poteva stare un due minuti senza piangere. Così è la vita! Pure ho avuto tempo e agio di ammirare tante belle e buone cose fatte e compiute con tanta gentile sollecitudine, con tanta amorosa sapienza! Grazie tre buone anime solitarie che mi avete ospitato e guidato!”

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