Storia del Museo

Esterno del Museo Renzi

Il Museo Renzi, espressione storica e istituzionale della memoria di S. Giovanni in Galilea, trova la sua naturale collocazione in un contenitore speciale, un edificio incantevole e di grande interesse storico interamente restaurato dal 2005 al 2008; si tratta dell’ex palazzo comunale, anticamente inserito nel complesso architettonico fortificato dei Malatesta, le cui origini risalgono probabilmente al XIII secolo.

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Il Museo fondato da Don Francesco Renzi è allogato nella Porta Est della rocca di S. Giovanni. Il sacerdote all’inizio era solito inviare al Museo di Rimini gli oggetti rinvenuti; ben presto, però, cominciò ad avere la premura di trattenerli presso la canonica, fino a che nel 1879 venne inaugurato il primo nucleo della collezione. Cominciarono così ad affluire numerosi studiosi, tra cui A. Stoppani, G. Chierici, G. Scarabelli, E. Brizio, C. Tonini. Nel 1883 fu stipulato un importante Concordato con il Comune di Borghi e di lì a poco un celebre archeologo, il senatore G. Fiorelli, prese a cuore le sorti del piccolo Museo favorendone l’erezione in Corpo Morale col titolo di “Museo e Biblioteca Renzi” (R.D. del 5 marzo 1885).

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Questo titolo, oltre ad esprimere il genuino carattere museologico nella nascente Istituzione, sottolinea anche una vocazione ben più lungimirante, poiché l’Ente Morale include anche l’archivio storico e la biblioteca, della quale fanno parte centinaia di volumi molto antichi, risalenti persino al Cinquecento. Dunque si comprende benissimo come lo scopo della nascente istituzione andasse ben aldilà dal mero intento di raccogliere anticaglie.

Don Eugenio Berardi Giuseppe Fiorelli Esterno del laboratorio ceramico Laboratorio ceramico

Dopo la morte del prete fondatore (1895) furono i nipoti ad assumerne la direzione: per primo don Anacleto Berardi, pittore nonché direttore dell’Osservatorio Meteorologico; quindi suo fratello, don Eugenio Berardi, colto studioso e scrittore di storia patria, ma anche raffinato collezionista di monete. Don Giovanni Franzoni e don Felice Trabucco furono le ultime due figure ecclesiastiche di direttore.
L’ultima guerra arrecò gravi danni al Museo, con la perdita o il trafugamento di parte delle sue collezioni. La riorganizzazione e riapertura al pubblico avvenne nel 1968 per merito del prof. Sergio Foschi (prima figura laica ad assumerne la direzione) e di diversi importanti studiosi della nostra regione tra cui M. Massaccesi, R. Scarani, G. Susini, G.V. Gentili, E. Silvestri. Nel 1999 fu nominato direttore Michele Gaudio e nel 2007 Andrea Antonioli che ha coordinato e curato il nuovo allestimento.
Negli ultimi decenni il Museo è andato arricchendosi di altri materiali rinvenuti presso alcuni insediamenti protostorici localizzati tra gli anni sessanta e ottanta del XX secolo alla Ripa Calbana e quelli provenienti dagli scavi effettuati nell’area dell’antica Pieve (2004-2009) e nel castello di Borghi (2002-2003).

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