La rosa di Anita

La figura della donna perfetta, che surclassa qualsiasi luogo comune e che rappresenta l’ideale di donna e l’universo femminile è sicuramente quella incarnata da Anita Garibaldi, che la Romagna ha recentemente adottato come sua madrina o eroina in esclusiva dedicandole “Una Rosa per Anita”, il progetto ideato dal Museo e Biblioteca Renzi di San Giovanni in Galilea (Borghi-FC) con la collaborazione dell’Istituto Tecnico Garibaldi-Da Vinci di Cesena, che la Repubblica di San Marino e un nucleo consistente di undici Comuni emiliano-romagnoli della Trafila appartenenti a quattro province e un nutrito gruppo di Musei e istituzioni hanno deciso di dedicarle nei loro parchi o giardini.

Si tratta di un progetto condiviso che sta ottenendo un grande successo e sta facendo il giro d’Italia e parlare di sé anche nel mondo. Proprio per questo l’AUSER della Regione Emilia-Romagna ha deciso di adottare ufficialmente la rosa con lo scopo di curarla e conservarla in ogni parco o giardino della regione dove verrà piantata e lo stesso faranno le AUSER di tutta Italia.

 

Convegno di Argenta località Anita – 7 aprile 2018

Il 7 aprile l’AUSER di Ferrara ha organizzato in un luogo emblematico, la località di “Anita” nel Comune di Argenta (FE), un convegno e una proiezione di filmati dedicati alla figura dell’eroina, in riferimento al progetto del Museo e Biblioteca Renzi. Nell’occasione, davanti a un bagno di folla e di calore (oltre 300 persone), il dott. Andrea Antonioli, direttore del Museo e Biblioteca Renzi, ideatore del progetto assieme al dott. Cav. Giampaolo Grilli e al prof. Alessandro Ricci, ha parlato della straordinaria figura di Anita e del progetto a lei dedicato dalla Romagna. Diversi sindaci e amministratori hanno voluto essere presenti e tra essi, oltre al sindaco di Argenta con tutta la Giunta, anche i sindaci di Alfonsine, Verucchio e Castrocaro Terme-Terra del Sole, e poi i Presidenti AUSER della Regione Emilia-Romagna e di Ferrara che sostengono il progetto, e altre importanti personalità). Presenti anche alcuni altri componenti dello staff della Rosa di Anita, tra cui Maria Gabriella Conti, la pluripremiata poetessa romagnola che ha composto la toccante poesia “Anita è il tuo nome” e l’emiliano Stefano Caranti che ne ha prodotto un suggestivo video destando tanta commozione e partecipazione durante l’evento.

«Il progetto supportato dal volume e dalla videopoesia – spiega Antonioli – è da poco sbarcato in Brasile, patria di origine di Anita e si sta diffondendo a macchia d’olio ovunque grazie a una rete straordinaria di enti e istituzioni a livello nazionale e internazionale. Ho riscontrato una partecipazione eccezionale e un grande amore per Anita in queste zone dell’Emilia, ma questo progetto che nasce dalla Romagna e dalle terre del Rubicone, sta davvero avendo un grande successo: abbiamo avuto richieste della rosa da diversi Comuni e Musei del Risorgimento italiani che voglio mettere a dimora la rosa nei parchi e nei giardini e persino da Caprera, il luogo dove è sepolto Garibaldi. Questo progetto mira non solo a far conoscere la storia di Anita, ma valorizzare la sua straordinaria figura, perché al di là della semplice annalistica, “Una rosa per Anita” mette in luce, valorizza e diffonde le migliori virtù e prerogative femminili. E Anita è la donna che nell’accezione più pura e nobile, riesce a incarnarle tutte per la sua precocità nel suo essere emancipata, dote in lei connaturata, lei che serbava fervidi e inossidabili ideali ed era passionale e fedele, integra moralmente e dedita al dovere, in possesso di un senso della giustizia unico nel nome di valori veri, puri e concreti come la famiglia, i figli, l’amore per il suo uomo. Inoltre Anita incarna meglio di tutte il senso del rispetto verso il prossimo e l’amore per la Patria e le istituzioni, per l’Unità e la libertà dei Popoli, degli individui e degli oppressi. La sua morte ha simbolizzato il seme della libertà del nostro popolo.

Credo che Anita costituisca l’anello di congiunzione tra due mondi, due capisaldi che hanno rappresentato il punto di partenza (Ugo Foscolo) e il punto di arrivo (Giuseppe Garibaldi) di temi cruciali come la patria e l’amore che dal Romanticismo giungono al Rinascimento. Inoltre sono fermamente convinto che se si fosse salvata quel 4 agosto 1849, se fosse sopravvissuta alla proclamazione dell’Unità d’Italia e allo stesso Garibaldi, Anita sarebbe stata davvero protagonista di ben altre lotte, di ben altre conquiste; probabilmente, l’emancipazione della donna e la tutela dei diritti femminili non sarebbero state raggiunte così tardivamente».

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