Il Museo Renzi di S.Giovanni in Galilea

Il Museo di San Giovanni in Galilea, uno dei più antichi musei italiani, fu fondato nel 1885 da don Francesco Renzi, appassionato di antiche civiltà, ricercatore e collezionista di reperti archeologici e trova sede nell’ex Palazzo comunale che fa parte del complesso architettonico fortificato appartenuto alla Signoria dei Malatesta tra XIII e XVII secolo. Il Museo è uno tra i più antichi dell’Emilia Romagna e il Regio Decreto di Umberto I attesta che: “Ente Morale Museo e Biblioteca Renzi istituito con Regio Decreto del 5 marzo 1885″. L’ultima terribile parentesi bellica arrecò gravi danni alla struttura e alle collezioni; tuttavia negli anni Sessanta del XX secolo il prof. Sergio Foschi, con la collaborazione di eminenti studiosi, riaprì il Museo, che nel corso degli anni si è arricchito di reperti provenienti dal territorio circostante, ricco delle testimonianze di antiche civiltà, le stesse che hanno dato origine alla civiltà etrusca.
Il 26 settembre 2009 è stato inaugurato il nuovo allestimento, progettato e coordinato dal Direttore dott. Andrea Antonioli, con la collaborazione delle massime istituzioni culturali (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, Università di Bologna, Istituto Beni Culturale della Regione Emilia-Romagna, Provincia di Forlì-Cesena).

Le collezioni esposte sono articolate in diverse sezioni
(clicca sulle icone qui in basso per visitarle)

sezione-naturalisticasezione-protostoricasezione-romanasezione-maiolichesezione-la-pievesezione-medievaleantiquarium

L’esposizione è supportata da pannelli, PC forniti di touch screen ed altri strumenti didattici, tra cui, ricostruzioni e video-installazioni.

San Giovanni in Galilea

Il toponimo “San Giovanni in Galilea” viene menzionato per la prima volta in due pergamene ravennati del Codice Bavaro (tra il 750 e il 980); la storia medievale di questo antico borgo, che fu anche libero comune, è strettamente legata alle controversie belliche nella lotta per il potere e negli sporadici scontri armati tra la Chiesa, i Montefeltro di Urbino e i Malatesti di Rimini. Nel 1463 Federico II da Montefeltro duca di Urbino la tolse ai Malatesta di Rimini per affidarla a papa Pio II il quale nel 1462 la consegnò a Carlo I detto il Vecchio del ramo dei Malatesti da Sogliano che regnarono fino al 1640, anno in cui passò alla Santa Sede.
In epoca napoleonica San Giovanni entrò nell’orbita sociale e politica di Borghi, e il 16 luglio 1816 ne divenne una frazione per determinazione del pontefice Pio VII. In seguito alla caduta della Repubblica romana, fu uno dei punti di passaggio e sosta di Giuseppe Garibaldi (1° agosto 1849) durante la sua celebre trafila, come dimostra un solenne cippo deposto in sua memoria.
L’atto più drammatico della storia di San Giovanni si consumò dal 24 al 30 settembre 1944, poiché qui vi passava la Linea Gotica. Il generale Harold Alexander dalla parte degli alleati e il feldmaresciallo Albert Kesserling da quella dei nazisti tedeschi si fronteggiarono nel tratto della cosiddetta “linea gialla”, prima della definitiva liberazione avvenuta il 1° di ottobre.
San Giovanni in Galilea si erge a 447 metri s.l.m. sulla quota attraversata dal 44° parallelo), in una posizione dominante sulla dorsale che unisce trasversalmente le valli dell’Uso e del Rubicone, mettendo in mostra le sagome del cimitero, della chiesa e della Rocca Malatestiana.
La roccia su cui sorge il castello è costituita da due file di case allineate su un solo lato della strada, che nel XV secolo valsero all’abitato il nome di “Castel Lungo”. Le forti mura che lo circondavano sono state in parte abbattute e con esse l’austera Porta Ovest (“Portaccia”) della quale restano poche tracce. Verso oriente si pone la Porta Est (antica sede comunale), sopra il cui arco sono ancora le larghe fenditure che accoglievano i legni del ponte levatoio e, fra esse, una nicchia quadrata nella quale, probabilmente, era incassato uno stemma. Affianca la porta, internamente la cappella dedicata ai Caduti.
Fuori della Porta Est, sul sagrato, che è un magnifico balcone dominante la pianura e il mare Adriatico, si affaccia la chiesa del castello, dedicata a San Giovanni Battista. La strada di fronte alla chiesa conduce ai ruderi della torre malatestiana e a quelli del castello. Da qui, percorrendo il Castel Lungo, si raggiunge l’altra estremità del colle, dove sorge il Camposanto, un gioiello architettonico dal quale ha tratto ispirazione il poeta Tonino Guerra, che in una sua ode lo ha definito come un “tappeto volante” sul Montefeltro.

Il Museo è stato realizzato  grazie alla collaborazione fra l’Ente Morale Museo e Biblioteca Renzi, il Comune di Borghi, l’Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, la Provincia di Forlì-Cesena e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimin.

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