Evoluzione delle maioliche

In Romagna, come nelle regioni centrali della penisola, prevalse lo sviluppo delle maioliche, dai tipi due-trecenteschi di maioliche arcaiche, dipinti in bruno manganese e verde ramina e poi anche in bruno e blu, alle maioliche a zaffera in rilievo con il blu cobalto rilevato verso gli inizi del Quattrocento, fino all’uso della policromia e del chiaroscuro nel XV secolo con i tipi gotico-floreale e poi rinascimentale.
Il XVI secolo fu caratterizzato da una moltiplicazione di tipi di maioliche, con il successo della decorazione in blu alla porcellana, di ispirazione cinese e della coloritura in blu dello smalto (berettine). Ceramisti e ceramiche circolavano ampiamente e in vari centri vennero ripresi i decori dell’area urbinate e di Faenza. Da quest’ultima in particolare si diffusero dalla seconda metà del Cinquecento maioliche con decoro semplificato (compendiario) sullo sfondo bianco dominante.
Tra la fine del XV e la prima metà del XVI secolo venne anche introdotta in Umbria, a Gubbio e Deruta, la tecnica dell’applicazione in terza cottura nelle maioliche del lustro metallico, limitata nei secoli precedenti alle manifatture islamiche, dapprima orientali e poi spagnole.

Ciotola gotico-floreale in ceramica bianca Targa devozionale in terracotta maiolicata modellata in bassorilievo Vassoietto in ceramica bianca con portasale e due portauova Piatto in ceramica di Savona, decorato in azzurro su fondo celestino Mattonella olandese Acquasantiera in ceramica policroma Boccale di tipo arcaico a zaffera con lettera K Frammento di ceramica riminese riportante lo stemma malatestiano

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