La cultura villanoviana

Il termine “villanoviano” viene impiegato per indicare le manifestazioni culturali della popolazione stanziata in Etruria nella prima età del Ferro, le cui testimonianze furono studiate inizialmente sulla base degli oggetti rinvenuti nella necropoli localizzata nel 1853 dal conte Giovanni Gozzadini nel suo podere alle Caselle di S. Lazzaro presso Villanova di Castenaso, a pochi chilometri da Bologna. La cultura villanoviana si manifesta in maniera pressoché sincronica (fine del X-IX secolo a.C.), in alcune aree della penisola italica: 1) Etruria (Toscana e Lazio settentrionale a nord del Tevere); 2) alcune zone della Campania; 3) il Bolognese; 4) Romagna sud-orientale; 5) Fermo (nelle Marche). Due sono le fasi fondamentali proposte dagli archeologi: un villanoviano tipico (IX secolo a.C.) ed un villanoviano evoluto (VIII secolo a.C.). Sulla base dei corredi delle necropoli di Verucchio, il villanoviano romagnolo è stato suddiviso nelle seguenti fasi (G.V. Gentili): Verucchio I (900-750 a.C.), Verucchio II (750-670 a.C.) e Verucchio III (670-550 a.C.).